Riproduzione Del Pitone reale

Riproduzione

Per tentare la riproduzione occorre avere un maschio e una femmina sessualmente maturi, in ottimo stato di salute e nutrizione.
E’ bene affidarsi ad una persona esperta per il sessaggio degli esemplari, sessaggio effettuabile tramite sonde o popping.
Con il popping oltre stabilire il sesso dell’animale, si controlla lo stato degli emipeni e la presenza di sperm plugs, cioè di sperma coagulato che riempie le sacche formate dagli emipeni invaginati in stato di riposo e che è indice di una attiva produzione spermatica.
Il peso dei riproduttori è importante ai fini del successo riproduttivo: i maschi dovranno pesare almeno 500-600g, mentre le femmine almeno 1500g.
Lo stato di nutrizione è importante ai fini del corretto sviluppo follicolare e successiva ovulazione, una femmina magra non svilupperà follicoli (anche se accoppiata) e se li sviluppa gli stessi si bloccheranno e saranno poi riassorbiti.
Partendo dunque da riproduttori ideali per stimolare la spermiogenesi e lo sviluppo follicolare ( rispettivamente in maschio e femmina) occorre il ciclaggio, ossia una modificazione delle temperature in funzione delle ore del giorno e della notte.
Verso novembre, quando cioè le temperature esterne lo permettono, gradatamente si fa si che le sole temperature notturne scendano a 25-26°C, lasciando quelle diurne come al solito.
L’alimentazione dei riproduttori prosegue con prede leggermente inferiori come taglia, per facilitare la digestione.
Dopo 3 settimane di ciclaggio si introduce il maschio nella femmina (c’è anche chi fa il contrario con maschi timidi) e nel migliore dei casi dopo poche ore il maschio è già sulla femmina che la corteggia. dopo 24h se i due animali sono in lati diversi della vasca si separano e si riprova dopo qualche giorno. Una volta che l’accoppiamento è avvenuto ( può durare anche 24h) i riproduttori vanno separati e nutriti.

In linea teorica un solo accoppiamento è sufficiente ai fini della fecondazione, ma è anche vero che ripetuti accoppiamenti stimolano lo sviluppo follicolare. si consiglia pertanto di accoppiare i due riproduttori ogni 20 giorni e non più spesso, per evitare stress eccessivi al maschio.
Per stimolare il maschio è consigliabile introdurlo nel box della femmina appena questa abbia effettuato una muta, per la maggiore scia odorosa presente.
Durante lo sviluppo follicolare la femmina predilige le parti fredde della teca, sostando spesso in acqua per abbassare la sua temperatura corporea. l’appetito può essere capriccioso e si può manifestare una certa aggressività.
Quando i follicoli hanno raggiunto i 3,5 – 3,8cm di diametro avviene l’ovulazione, momento in cui la femmina appare enormemente dilatata, come se avesse assunto un pasto abbondante. Tale gonfiore caratteristico permane soltanto per 24ore, dopodicchè non è più molto evidente. 

Avvenuta l’ovulazione la femmina cambia preferenze termiche e sosta sempre in zona calda, spesso a pancia all’aria, probabilmente perchè in tale posizione il peso delle uova si sente meno.

E’ opportuno allora eliminare l’escursione notturna e tornare alle temperature pre-ciclaggio, facendo in modo che la tana sia a 31-32 gradi costanti.
Dopo 15 giorni dall’ovulazione la femmina effettua una muta detta “post ovulatoria” che segna un passo importante. Dopo circa 30 giorni da tale muta infatti (26-34 in genere) avviene la deposizione.

Le uova (generalmente in numero di 3-12) sono protette dalla femmina che si acciambella intorno alle stesse per tutto il tempo necessario alla schiusa.
Per l’incubazione si preferisce affidare le uova ad un’ incubatrice che oltre che assicurare una percentuale di schiusa maggiore (possiamo monitorare meglio i parametri), permette alla femmina di riprendere a mangiare. bisogna considerare infatti che le femmine non mangierebbero per l’intera durata dell’incubazione, mettendo a dura prova il loro organismo già provato dalla gravidanza.
L’incubazione deve essere effettuata a 31,5°c +/- 1°C, con l’80% di umidità e dura circa 60 giorni, al termine dei quali emergono dei piccoli che alla nascita pesano sui 70-90 grammi.
Come substrato di incubazione si può usare vermiculite, perlite, fondo vivo, o griglie plastiche (metodo senza substrato).
Le uova vanno prelevate dalla femmina stando attenti a non farle rotolare: in questo siamo aiutati dalla natura che fa si che le uova asciugandosi all’aria una volta deposte aderiscano le une alle altre impedendo rotolamenti accidentali. le uova infertili si riconoscono per il colore giallo, la superficie viscida, le dimensioni ridotte e dall’assenza di vasi sanguigni, evidenziabili con una comune torcia a led.

Dal momento dell’apertura dell’uovo all’abbandono del guscio possono passare anche 48 ore e i piccoli non vanno assolutamente infastiditi o forzati ad uscire, pena gravi conseguenze ed anche la morte degli stessi. Al momento della schiusa infatti i piccoli devono ancora riassorbire il sacco vitellino; inoltre gran parte dei vasi sanguigni che tappezzano l’interno del guscio devono ancora atrofizzarsi. Tali vasi hanno svolto la funzione di scambio gassoso con l’esterno durante tutto il periodo dell’incubazione.

I nuovi nati vanno quindi alloggiati in vasche singole con carta umida (non zuppa) come substrato, nascondiglio e ciotola dell’acqua, dove dopo circa 10 giorni effettueranno la prima muta, segnale che vuol dire che sono pronti ad essere alimentati per la loro prima volta.