La Distocia nei Pitoni reali

La distocia nei rettili ovipari
Fonti: Egg Binding (Dystocia) in Reptiles: Causes, Signs, Diagnosis, Treatment, and Prevention Drs. Foster &
Smith Educational Staff e PROCEEDINGS OF THE NORTH AMERICAN VETERINARY CONFERENCE VOLUME 20 Traduzione: Andrea Peltrini
La distocia, chiamata in inglese anche “egg-binding”, “egg-retention” o “post-ovulatory stasis”, è comune in molte specie di rettili, comprese iguane, serpenti e tartarughe. In molti casi può essere prevenuta con una stabulazione ottimale e una corretta nutrizione. È estremamente importante determinare la causa della distocia prima di intervenire con qualsiasi trattamento. È assolutamente sconsigliato intervenire in prima persona e si consiglia vivamente di ricorrere a un veterinario esperto.
Cos’è la distocia
Si parla di distocia quando una femmina gravida non è in grado di espellere le uova mature che ha sviluppato. È stato riscontrato che esiste un’incidenza di circa il 10% della popolazione di rettili. È stato riportato che si tratta di un problema più comune in serpenti e tartarughe e meno presente nelle lucertole, ma non è chiaro se questo dipenda da una particolare predisposizione di specie o meno. Le complicazioni derivanti da distocia includono morte dei piccoli o delle uova, peritonite, danneggiamento dell’apparato riproduttore (che porta a una diminuzione di fertilità nel futuro) e in ultimo morte della femmina.
Le cause
La distocia nei rettili può essere causata da diversi fattori:

  • Difetti anatomici della femmina che causano distocia ostruttiva. La femmina è fisicamente impossibilitata a far passare le uova attraverso l’ovidotto.
  • Un uovo particolarmente grande o malformato, oppure un uovo posizionato in modo errato, rotto o unito ad altre uova.
  • Condizioni non ottimali della femmina (l’inattività può portare ad un tono muscolare molto povero che impedisce la produzioni di contrazioni sufficientemente forti per deporre). La femmina può diventare esausta prima di aver completato la deposizione.
  • Errata temperatura di stabulazione o di ciclaggio, errata umidità o errata illuminazione e/o fotoperiodo
  • Malnutrizione, soprattutto se sfociante in ipocalcemia (bassi livelli di calcio nel sangue). Anche l’obesità può portare a distocia
  • Disidratazione
  • Stress, ad esempio causato da sovrappopolamento o dimensioni inadatte del luogo di stabulazione
  • Particolari condizioni ormonali o malattie come infezioni dell’apparato riproduttore, disidratazione
    e infezioni renali (questo porta al gonfiore del rene con un conseguente blocco parziale dell’area pelvica)
  • Accoppiamento di animali troppo giovani o troppo vecchi, malati o in condizioni non ottimali. L’accoppiamento eccessivo di uno stesso animale può portare a distocia
    I sintomi
    I sintomi della distocia variano a seconda della specie. Nei serpenti (ovipari) la femmina supera la data di deposizione senza aver deposto e presenta segni evidenti di uova nel corpo. In molti casi alcune uova vengono deposte ma è visibile un rigonfiamento nella parte caudale del corpo. Questo spesso è difficile da rilevare in serpenti grandi e muscolosi come i pitoni. Gli ofidi possono essere distocici per giorni senza mostrare alcun segno anormale. Alcuni serpenti possono mostrare segni di tentativi di deposizione senza però riuscirci. Alcuni esemplari tendono a mostrare segni di malessere contorcendosi.
    La diagnosi
    Spesso le uova ritenute sono sensibili alla palpazione esterna. Possono essere equamente distribuite nell’ultimo terzo del corpo dell’ofide oppure raggruppate insieme vicino alla cloaca. Le uova possono essere deformi alla palpazione, possono muoversi su e giù nel corpo dell’ofide oppure possono essere immobili. Si raccomanda di usare la massima cautela nella palpazione per evitare di forzare il movimento delle uova. L’ovidotto infatti è molto fragile e può danneggiarsi con facilità. Gli esami radiografici o ecografici possono essere usati per confermare il numero di uovo, particolari anormalità e dimensione, ma generalmente non sono necessari poiché le uova sono chiaramente palpabili. Gli esami di palpazione insieme ai test con ultrasuoni e analisi di laboratorio possono aiutare a diagnosticare eventuali cause correlate come costipazione, calcoli urinari e tumori.
    Il trattamento clinico
    In generale, se I sintomi sono lievi, il trattamento è conservative, intervenendo esclusivamente sui vari parametri di stabulazione. Per serpenti e tartarughe che hanno già deposto alcune uova, a meno che non si riscontri una particolare anormalità, si evita il trattamento per almeno 48 ore. Infatti, fornendo il giusto materiale per il nido e le migliori condizioni ambientali e di stabulazione, la femmina inizierà a deporre senza difficoltà. Se questo però non accade nell’arco delle suddette 48 ore, è necessario intervenire con un trattamento addizionale. Nel caso in cui non sia stato deposto nessun uovo e ci siano segni evidenti di distocia, bisogna intervenire immediatamente con il trattamento clinico.
    Le quattro fasi del trattamento sono: manipolazione fisica, stimolazione ormonale, rimozione del contenuto dell’uovo (ovocentesi) e rimozione chirurgica delle uova.
    Manipolazione fisica –In condizioni di anestesia generale con Propofol e/o Isoflurano, veterinari specializzati ed erpetofili con enorme esperienza possono provare ad applicare una lieve pressione per far fuoriuscire l’uovo, dopo aver lubrificato con cura la cloaca. Questo deve essere fatto con estrema cautela poiché può causare la rottura del tratto riproduttivo, il prolasso (il tratto riproduttivo è spinto fuori e dentro

attraverso la cloaca) e infine la morte. Ci sono report di persone che hanno utilizzato dei bagni in acqua tiepida per stimolare la produzione delle uova. In alcuni casi è necessari l’aspirazione meccanica dell’uovo.
Stimolazione ormonale – È possibile somministrare via iniezione una quantità di Oxitocina o Arginina vasotocina per indurre contrazioni nel tratto riproduttivo e consentire la deposizione (L’Oxitocina è un ormone prodotto dai mammiferi, l’Arginina vasotocina è l’equivalente dei rettili. Entrambi sono molto costosi e instabili). In alcuni casi è possibile somministrare calcio via iniezione prima di somministrare l’ormone. Né Oxitocina né Arginina vasotocina devono essere utilizzati in caso di ostruzione poiché potrebbe causare la rottura del tratto riproduttivo o dell’uovo, sanguinamento e morte. Per essere il più efficace possibile l’ormone deve essere somministrato entro le prime 48 ore. L’ormone è molto efficace nelle tartarughe (90% dei casi), mentre nei serpenti ha un effetto piuttosto blando (50% dei casi). Sono stati effettuati trattamenti con altri ormoni (Estrogeni e Progesterone) ma bisogna effettuare maggiori ricerche per stabilire la loro efficienza e sicurezza.
Ovocentesi – Nei serpenti il contenuto dell’uovo può essere rimosso mediante aspirazione con siringa. L’uovo viene isolato contro la parete addominale laterale e dopo aver sterilizzato la parte si procede inserendo un ago da 20 gauge (0,91 mm) tra la prima e la seconda fila di squame laterali, bucando il guscio dell’uovo. Il contenuto è aspirato con molta cautela per evitare ogni possibile fuoriuscita di materiale all’interno della cavità celomica. L’ofide espellerà l’uovo entro 12/24 ore dall’aspirazione. Questa procedura va effettuata entro 48 ore dall’insorgenza della distocia altrimenti il contenuto dell’uovo diventa troppo solido per poter essere aspirato. In questo caso è necessario intervenire rimuovendolo chirurgicamente. Nelle tartarughe l’ovocentesi è praticabile inserendo l’ago direttamente nella cloaca, mentre difficilmente viene utilizzata sulle lucertole.
Rimozione chirurgica – Nel caso gli altri trattamenti non abbiano avuto successo è necessario intervenire chirurgicamente per la rimozione delle uova. Dopo aver anestetizzato il soggetto come indicato in precedenza, viene effettuata un’incisione tra la prima e la seconda fila di squame in corrispondenza dell’uovo in questione. Se si tratta di più di un uovo, è possibile rimuoverli tutti con la medesima incisione. Comunque se le uova hanno aderito in diversi punti dell’ovidotto possono essere necessarie diverse incisioni per completare l’operazione. L’ovidotto e il celoma vengono poi suturati con un punto continuo di filo riassorbibile, mentre la pelle con un punto rovesciato di filo non riassorbibile.
Prognosi
Se la femmina è in salute non ci saranno particolari problemi e recupereranno in tempi relativamente brevi. Nella maggior parte dei casi l’ofide sarà perfettamente in grado di riprodursi, posto che il tratto
riproduttivo e l’ovidotto non siano stati danneggiati o rimossi. Un ofide che ha avuto problemi di distocia sarà probabilmente più incline a manifestare la stessa condizione nel futuro. Se il problema è stato causato da stabulazione errata o malnutrizione e non è stato rimediato, è quasi certo che la condizione si verificherà ancora nel futuro.
Prevenzione

La corretta stabulazione e alimentazione sono i cardini della prevenzione e alcuni veterinari ritengono che il 99% dei casi potrebbe essere evitato attraverso una corretta gestione dell’ofide. Solo i soggetti nelle migliori condizioni di salute e di età/peso adatti alla riproduzione dovrebbero essere accoppiati. I soggetti con pregressi problemi riproduttivi dovrebbero essere esclusi dai programmi di accoppiamento. È di vitale importanza fornire le appropriate condizioni di umidità, temperatura, substrato e materiale per il nido alle diverse specie. Il luogo di stabulazione e accoppiamento dovrebbe essere in un’area silenziosa e di dimensioni adeguate affinchè le femmine possano muoversi a sufficienza per mantenere un tono muscolare adatto a generare contrazioni. La giusta alimentazione, comprensiva di un’adeguata integrazione di minerali, è fondamentale. Tenere traccia delle date di accoppiamento e di muta può aiutare a determinare eventuali casi di distocia. Alcune lucertole, ad esempio le iguane, possono produrre uova anche senza la presenza di un maschio, per cui il mero isolamento dei due sessi non è sufficiente a prevenire la condizione.