Acaro dei serpenti

INTRODUZIONE
ACARO DEI SERPENTI
(Ophionyssus natricis)


L’ Ophionyssus natricis è un ectoparassita ematofago, si nutre, perciò, del sangue dell’animale che parassita. Esistono oltre 250 specie di acari che infestano i rettili (serpenti, sauri e tartarughe), ma senza dubbio, l’Ophionyssus natricis è l’acaro più comune dei serpenti, e per tale motivo il più studiato.
Ospiti: serpenti (selvatici /in cattività), occasionalmente sauri.
Massicce infestazioni da acari (spt. in animali tenuti in cattività, per i piccoli spazi in cui sono tenuti) causano gravi quadri di anemia, disidratazione e talvolta portano a morte l’animale infestato. Gli acari possono essere dei vettori (vettori biologici) di altre malattie batteriche (es: Aeromonas hydrophila), virali, protozoarie, ecc.


DIFFICOLTA’ DEL CONTROLLO E DELL’ERADICAZIONE DELL’ACARIASI


1- Condizioni sanitarie scadenti del terrario.
2- Gestione errata dell’animale o degli animali e del terrario.
3- Elevato numero di animali allevati.
4- Mancata o insufficiente applicazione delle norme di profilassi diretta della malattia
(quarantena, disinfezione, trattamenti antiparassitari).
5- Terapie antiparassitarie non accompagnate da un intervento sull’ambiente (rif. Punto 6).
6- Scarse conoscenze del complesso ciclo biologico del parassita.
7- Trattamenti antiparassitari insufficienti o inefficaci.
8- Animali di piccole dimensioni (neonati) o debilitati, il cui trattamento antiparassitario può
risultare tossico o letale.


CICLO BIOLOGICO DEL PARASSITA


L’Ophionyssus natricis vive 40 giorni ca., può sopravvivere per 2-3 settimane sul terreno senza nutrirsi. La femmina depone fino a 90 uova (60-80 in media), nell’ambiente (spt.) o sul corpo di serpenti di grosse dimensioni (spazio perioculare, sotto la squama anale). L’evoluzione del ciclo biologico del parassita procede attraverso 5 stadi, tutti dipendenti dalla temperatura ambientale e dall’umidità relativa (ottimale 70-90%):


TEMPERATURA AMBIENTALE


25-30°C
20°C
1- Uovo: si schiude in 28-30 h 98 h.
2- Larva (non si alimenta) 18-24 h
47 h.
3- Protoninfa (si alimenta)
3-7 gg.
14gg.
4- Deutoninfa(non si alimenta) 13-24 h
26 h
5-Adulto (si alimenta/ripr.)
10 gg
32 gg.
Ophionyssus natricis

1) UOVO: Mancata schiusa spt. per essicazione (t° oltre 40°C). U.R opt. per la schiusa è dell’85% ed oltre.
2) LARVA: poco mobile, sensibile all’essicazione, U.R. opt. del 75%, spesso passa allo stadio successivo nel punto di ovodeposizione.
3) PROTONINFA: molto mobile, attratta dall’odore dell’ospite, aggressiva, necessita del sangue dell’ospite per passare a deutoninfa (tuttavia vive per 19-31 gg senza alimentarsi), lascia l’ospite dopo il pasto cercando un luogo umido per la muta.
4) DEUTONINFA: Rappresenta il secondo stadio del ciclo biol., non si alimenta, stadio relativamente breve. Raramente si trova sull’ospite, più frequentemente sui rami, ciotole, ornamenti del terrario.
5) ADULTO: Adeso alla cute al di sotto delle squame. La porzione buccale è costituita da un paio di cheliceri attorno ad un ipostoma centrale, con i quali lacera la cute dell’ospite, e può succhiare il sangue. I piccoli vasi sono meccanicamente traumatizzati e/o digeriti dai componenti della saliva del parassita, il sangue è succhiato (telmofagi).


DOVE SI TROVA IL PARASSITA SULL’ANIMALE:


A) Su tutto il corpo dell’animale (al di sotto delle squame spt.) anche mobili.B) In aree preferenziali dove poter succhiare più facilmente il sangue dell’ospite:

  1. Tra le squame nella regione intermandibolare e della gola.
  2. Nella regione peri-oculare.
  3. Nelle pieghe cutanee attorno alla cloaca.
  4. A livello di cute delle fossette termorecettoriali (pit organs) dei serpenti provvisti di questi
    organi sensoriali.
  5. A livello di recesso timpanico nei sauri.

  6. SINTOMI:
  7. Animali intorpiditi, poco reattivi, assopiti;
  8. Talvolta irascibili (animali che si sfregano su oggetti appuntiti o rigidi);
  9. Serpenti immersi nelle ciotole per l’acqua per lunghi periodi;
  10. Perdita dell’appetito;
  11. Difficoltà nell’effettuare la muta;
  12. Ritenzione dell’occhiale;
  13. Edema ed eritema (spt. nella regione della gola e perioculare);
  14. Infezioni periorbitali e congiuntivali;
  15. Squame rugose, erose, danneggiate, petecchie.
  16. Dermatiti locali o diffuse;
  17. Dermatite “intraspectaculare” (internamente all’occhiale), cheratiti, panoftalmiti;
  18. Quadro di grave anemia (per elevata carica infestante/neonati/animali debilitati) anche
    letale;
  19. Altri sintomi (stomatiti, polmoniti, gastroenteriti, ecc.) riferibili ad altre malattie trasmesse
    dall’acaro (vettore biologico); Morte.

  20. TRATTAMENTI

  21. Tutti gli stadi del ciclo biologico dell’Ophionyssus natricis spendono buona parte della loro vita fuori dall’ospite (uovo, larva, deutoninfa l’intera vita, senza nutrirsi), perciò :
    TRATTAMENTO DELL’OSPITE E DELL’AMBIENTE CIRCOSTANTE TRATTARE OGNI FESSURA ED ANGOLO (spt. nella parte sup.del terrario). IL TRATTAMENTO NON PUO’ ESSERE A BREVE TERMINE (almeno 2 tratt. a distanza di 14 gg.).
    N.B.: La scelta di un trattamento antiparassitario contro l’Ophionyssus natricis, deve essere sempre effettuata su consiglio di un medico veterinario, che valuterà lo stato di salute dell’animale e l’eventuale adozione di due o più trattamenti contemporaneamente. Dal momento che l’acaro può

essere un vettore di altre malattie infettive, si consiglia di effettuare una visita presso un medico veterinario specialista che potrà valutare lo stato generale di salute del serpente, ed eventualmente adottare una terapia antibiotica e/o chemioterapica in associazione al trattamento antiparassitario. ACQUA: Sommergere l’animale in acqua tiepida per periodi di 30-45 min. (riduzione del numero di parassiti), per 7-10 gg. consecutivi. Può essere associato ad altri trattamenti (spt. per animali debilitati che saranno in seguito trattati). In alternativa il rettile può essere immerso per un periodo di oltre 10 ore (rischio di annegamento: monitorare spt. i serpenti di piccole dimensioni e quelli debilitati).
Trattamento non tossico, ma spesso insufficiente alla totale eradicazione.
OLIO D’OLIVA: Ricoprire l’intero corpo dell’animale. Insufficiente e poco pratico. ORGANOFOSFATI: Dichlorvos
“no-pest strip” (DDVP, Vapora) strisce imbevute di 2-3 cm. nel terrario per 2-4 gg. (spesso poste in contenitore di plastica cui sono stati effettuati dei fori), da ripetere dopo 10-14 gg.
Collari antiparassitari per cani/gatti
Triclorforn (Neguvon), fention (Tiguvon).
Vantaggi: trattamento dell’animale e del terrario contemporaneamente.
Svantaggi: elevata tossicità (per essere efficace spesso deve essere associato ad altri trattamenti), tossico per l’animale e per l’uomo. Intossicazione acuta (per inalazione, ingestione, contatto) causa sintomi neurologici anche irreversibili. Sono frequenti le intossicazioni croniche. Letale. N.C. (non consigliato)
PIRETROIDI: Pietrine di sintesi spray, polvere,
shampoo. Permetrina (P. di II generazione).Effetto sinergico se usata con gli esteri fosforici, tetrametrina, resmetrina (P. di I generazione).
Cipermetrina (III gen.)/ molto potenti e stabili.
Gli animali vanno assolutamente risciacquati dopo il trattamento.
Vantaggi rispetto alle piretrine (naturali): maggior rapidità d’azione; degradazione rapida ambientale; non si accumulano nell’ambiente, utilizzabili per trattare sia gli animali sia il terrario. Sv.:degradazione rapida alla luce, alcuni casi di intossicazione anche letale (usato non correttamente)/paralisi irreversibile.
IVERMECTINA: per bocca o intramuscolo (da parte del veterinario) o applicato localmente (spray,spugnature), trattamento dell’ambiente.
V.: azione sistemica prolungata, a livelli terapeutici per lungo tempo.Bassa tossicità per l’ospite (maggiore per i sauri), trattamento di scelta per gruppi numerosi di animali. SV.: trattamento ambientale (anche se consigliato) non eseguito, possibile tossicità per alcuni sauri. MILBEMICINA: Agisce in modo analogo all’ivermectina. Scarsa applicazione sino ad oggi. FIPRONIL: (Frontline) Spray, spot-on. Nebulizzato sull’animale e nel terrario. Possibili effetti tossici, per sensibilità individuale o specie specifica.
LUFENURON: Regolatore di crescita (per inibizione della sintesi di chitina). Non ancora significatamente adottato.Vantaggi: uso sistemico, azione prolungata
Svantaggi: non uccide in modo immediato gli acari, non adatto al trattamento degli anim. ma alla prevenzione delle infestazioni.
METOPRENE: Altro regolatore di crescita.Spesso associato ad altre sostanze (es. carbamati), tossicità elevata simile agli organofosfati.
POVIDONE-IODURO: Betadine soluzione, diluito in acqua, per immersione dell’animale Svantaggi: può causare intossicazione (spt. per ingestione), scarsa efficacia antiparassitaria. ESSICCANTI: Silica-gel, gel igroscopico, det. abbassamento dell’U.R. (< del 17 %), blocca lo sviluppo delle uova e delle larve, disidratazione del parassita. Sv.: irritante per le mucose, problemi respiratori per esposizioni croniche, pericoloso per animali di piccole dimensioni.
IPOCLORITO DI SODIO: Utilizzato per il terrario, diluito in acqua, vaporizzato, ha scarsa efficacia antiparassitaria.
VAPORE: Centogradi, utilizzata nel terrario concorre all’eradicazione della malattia, uccidendo il parassita libero nell’ambiente.

Poiché alcuni trattamenti antiparassitari suggeriti possono risultare tossici (anche letali) per l’animale tanto quanto lo sono per il parassita, la scelta di un trattamento (o più trattamenti) va fatta prima di tutto in base alle condizioni fisiche del rettile (animali debilitati possono non sopportare anche trattamenti blandi), conoscendo l’esatta applicazione, i vantaggi, i rischi e la possibile inefficacia del metodo scelto. per tale ragione si consiglia sempre di portare l’animale ad una visita presso un medico veterinario esperto in fisio-patologia dei rettili, che saprà adottare il trattamento antiparassitario più adatto.


CONTROLLO POST-TRATTAMENTO


1 CONTENITORE DI CONTROLLO CON FONDO IN CARTA BIANCA (gli acari si possono osservare meglio).
2 TERRARIO CON FONDO IN CARTA BIANCA.
3 MANEGGIARE IL RETTILE CON GUANTI IN LATTICE (USA E GETTA) DI COLORE
BIANCO.
4 PORRE IL RETTILE IN UN CONTENITORE PIENO D’ACQUA ALLA TEMPERATURA
DI 25-28°C, DOPO 15-20 GIORNI DAL TRATTAMENTO, PER 30-60′ (controllare il fondo del contenitore per rilevare l’eventuale presenza di parassiti morti).