Stabulazione Pitone reale (Python regius)

Il Python regius appartenente alla famiglia Pythonidae è un animale tipico della zona
dell’Africa occidentale e lo si può trovare in stati come il Ghana, il Togo, il Benin e altri
limitrofi.

Foto presa dal web


Il Python regius a differenza di quanti credano erroneamente non è certo un animale
deserticolo ma vive in posti ricchi di vegetazione e umidità molto alta per quasi tutto il
periodo dell’anno, ed ecco perchè la stabulazione del Python regius ancora oggi trova
spesso molti errori da parte di neofiti e anche da parte di allevatori ma che spesso
cascano in errori molto banali

Partendo da questo possiamo dire che il Python regius per essere stabulato non ha
bisogno di chissà quali accortezze o delicatezze come altri tipi di animali anche se non
bisogna sottovalutare alcune cose che andremo ad elencare.
Come stabulazione base ha bisogno di una zona calda normalmente impostata intorno ai
30 C°( non esagerare oltre i 32 C°) i quali sono perfetti per dare un punto caldo oltre le
loro normali temperature di stabulazione come in natura in quanto pur essendo un
animale africano il range di temperature nel quale vive va dai 20 C° ( in alcune zone le
temperature minime scendono anche sotto i 10 C° in alcuni periodi dell’anno)ad oltre 30
C°. Mediamente si sposta in zone calde oltre i 30 C° solo per termoregolarsi ma la
temperatura normale di vita sta al di sotto di questo valore.
La zona calda se l’animale viene stabulato in un terrario adeguatamente ampio va
costantemente monitorata o con la sonda del termostato se digitale o con un termometro
a sonda per tenere controllato che non ci siano sbalzi eccessivi o malfunzionamenti della
fonte riscaldante.
Il resto del terrario come zona intermedia e zona fredda non è necessario regolarla in
quanto avendo garantito la zona calda il resto vien da sé e di leggende in merito alle
temperature ne circolano fin troppe con animali tenuti in ambienti troppo caldi e secchi.
Anni e anni di scorrette informazioni portano spesso errate gestioni o terrorismo
psicologico nel neofita che vive male se la temperatura varia di qualche grado.
Perchè la loro natura non cambia anche se vive in cattività, per approfondimenti bisogna
aprire i libri e conoscere gli studi fatti.
Spesso fa comodo portare avanti leggende come “ mettilo a 32 zona calda e 27 zona
fredda in un cassetto sotto al letto al buio o non ti mangia “ perché non si hanno altre
nozioni da spiegare per affrontare ogni singola situazione in base alla necessità di
allevamento o di semplice animale da godersi nel proprio terrario.
Terrorismo psicologico che spesso nel neofita causa non poche paranoie inutili che
portano spesso alla resa e alla cessione dell’ animale.
E qui nasce la seconda leggenda sul Python regius, quella del “ deve vivere
necessariamente in uno spazio piccolo “.
E’ risaputo che ama gli spazi piccoli in cui rintanarsi ed ecco che qui trova importanza
fondamentale una tana adeguata in zona calda, ma ciò non significa che uno spazio
ampio in cui muoversi non sia gradito, anzi.
E’ fondamentale come viene svezzato l’animale e il ritmo di frequenza dei pasti che
vengono somministrati il quale spesso per averli pronti presto nella riproduzione viene
esagerato spingendo l’animale che per natura è accumulatore a mangiare fino a
raggiungere il massimo accumulabile iniziando poi il digiuno ( come in natura in
concomitanza con la stagione secca per carenza prede conseguente la carenza di acqua ).
Quindi è fondamentale alimentare correttamente un animale fin da subito per poterlo
stabulare in uno spazio di qualsiasi dimensione si voglia a patto di avere e mantenere i
parametri corretti con la zona calda, UNA CORRETTA AERAZIONE ( ancora più
fondamentale della temperatura ) e una corretta umidità.
Più spazio e zone anche per arrampicarsi si danno e più l’animale muovendosi crescerà
sano e con massa pulita.
Ricordiamo che pur essendo un animale terricolo, soprattutto da piccolo non disdegna
arrampicarsi e avere abitudini semi-arboricole come documentato in libri dedicati e
studi effettuati.
La tendenza di oggi porta ad avere animali grassi e fermi in un cassetto ai fini solo
riproduttivi per emulare breeder mondiali che per necessità detengono animali in rack
vista la quantità posseduta. L’animale vive bene, mangia e si riproduce comunque ma
non è paragonabile ad un animale che è cresciuto muovendosi e mangiando
correttamente e questo può portare ad avere anche grasso accumulato molto pericoloso,
cosa che un animale alimentato bene con adeguato movimento difficilmente avrà.
Quindi la scelta va effettuata sempre in base alle proprie necessità valutando tutto.
Riassumiamo il tutto in maniera schematica :
-Zona calda : intorno ai 30 C° mantenuta costante per una zona che copre circa un terzo
del terrario( un eventuale abbassamento notturno di temperatura simulando il ritmo
circadiano non fa certo male di un paio di gradi circa)
Zona fredda : indifferente la temperatura se adeguata e corretta la restante
stabulazione.
-Aerazione : prese basse in zona calda e alte in zona fredda adeguate per evitare
condensa o ristagni di umidità che portano patologie serie e garantire un gradiente in
tutto il terrario.
-Umidità : 70 80 % è il range ottimale. Nei giorni più secchi anche intorno al 60% va
bene ma sotto comincia ad essere non adeguata se tenuta costantemente.
Tale umidità deve essere mantenuta automaticamente con la stabulazione e non con
intervento umano nebulizzando, quindi bisogna ricreare un ambiente adeguato per
mantenerla per esempio optando per un substrato corretto e appunto una corretta
aerazione e IMPORTANTE non deve essere visibile sotto forma di condensa costante o
acqua sulle pareti e il substrato deve essere sempre asciutto al contatto soprattutto in
zona calda in quanto un substrato bagnato può causare all’animale problemi di salute.
-Dimensione terrario : indifferente se l’animale sta bene e mangia correttamente a patto
di garantire una zona calda con una tana per un terzo circa del terrario. Tana in zona
fredda opzionale ma non obbligatoria. Consigliate cortecce di sughero delle quali vanno
pazzi soprattutto tubolari grandi nelle quali si infilano dentro per sentirsi sicuri.
-Acqua : sempre in zona fredda e mantenuta pulita.
Per animali rognosi nel mangiare o con particolari problemi è consigliabile invece agire
sullo spazio più ristretto per consentire una maggiore presa di sicurezza ( casi isolati da
valutare singolarmente in quanto non sono tutti uguali ).
Importante il parametro dell’altezza del terrario che è consigliabile non superare i 35 cm
( salvo leggi che obbligano ad un minimo di altezza ) per mantenere umidità corretta in
quanto essa tende a salire e in un terrario troppo alto si disperderà troppo sfalsando i
parametri.
Personalmente ho trovato parametri perfetti e stabulazione ottimale in terrari in legno da
100cm x 50cm x 35cm di altezza per ogni tipo di animale, dal baby all’adulto e in
vasche per rack da 80cm x 60cm circa con 18 cm di altezza anche qui per qualsiasi
taglia di peso.
Per concludere, che voi vogliate stabulare l’animale in un terrario ( legno, vetro o pvc ) o
in un rack con vasche in plastica dovrete tenere conto in ogni caso della legislazione
vigente perché non in tutta Italia sono consentiti i rack e i terrari richiedono certe
dimensioni minime.
Appurato dove vorrete tenerli, le cose fondamentali da tenere presenti sono la perfetta
aerazione che deve esserci con prese d’aria adeguate che permettono un continuo
ricircolo e ricambio di aria, una zona calda adeguata come sopra descritto, una
collocazione dove c’è luce naturale del giorno per garantire il ritmo circadiano ( non luce
solare diretta ) o in alternativa una stanza con illuminazione artificiale non diretta nelle
teche, una tana in zona calda adeguata, una ciotola con acqua fresca sempre pulita da
collocare in zona fredda, arredi a piacere consigliati sotto forma di corteccia di sughero
o legno di mangrovia e un substrato più idoneo possibile al mantenimento dei parametri
fondamentali.
Le fonti di calore possono essere diverse, come anche i substrati usati, ma come
ampiamente sperimentato e testato possiamo consigliare sicuramente il tappetino
riscaldante come fonte di calore ottimale e la fibra di cocco come miglior substrato
( assicurarsi che sia totalmente naturale e non addizionata con qualcosa in quanto si
trova spesso per agricoltura addizionata con composti chimici per le piante ).
Per eventuali dettagli più mirati all’uso di altre fonti o per qualsiasi richiesta potete
chiedere nel gruppo “Pitone reale “ sulla piattaforma social Facebook.
Il Python regius oltre alla sua colorazione base chiamata Ancestrale possiede molte
mutazioni genetiche che portano ad avere molteplici colorazioni. Sono i morph.


ALIMENTAZIONE DEL PYTHON REGIUS
Ed eccoci finalmente al capitolo forse più importante in quanto dall’alimentazione
derivano tutte le fasi del Python regius dalla crescita al mantenimento e infine alla
riproduzione, argomento “delicato” e che causa non pochi problemi sopratutto ai
neofiti, ma non solo a loro.
Tante leggende circolano nel mondo del Python regius riguardanti la loro alimentazione
e i loro famosi stop alimentari.
In questo capitolo cercheremo di smentire molte leggende circolanti, spiegarne molte
altre e dare una linea guida per una corretta alimentazione nelle varie fasi della vita del
vostro amato serpente.
Tutto ciò che verrà spiegato è frutto di anni di allevamento, di raccolta dati, di ore spese
a monitorare tutti gli animali che sono passati da casa nostra oltre ad essere integrato da
trafiletti culturali presi da libri scritti da persone esperte i quali verranno indicati con la
dovuta fonte.
Iniziamo subito con un piccolo trafiletto preso dal libro “ Ball Pythons The history,
natural history, care, and breeding “ di D. Barker and T. Barker – Vpi il quale recita :
“The authors of almost every book, manual and article written on ball python
maintenance have begun the section of feeding ball pythons with a discussion of
how reluctant they are, or can be, to feed in captivity. We have worked with
thousands of ball pythons over the years , and that is not our experience. It is our
experience that ball pythons tend to be willing feeders.”
Cosa dice questo trafiletto che è solo un pezzo di un capitolo molto più lungo ? Dice
semplicemente il contrario di tutto quello che purtroppo ad oggi circola nel mondo
italiano del Python regius e non solo italiano. Dice semplicemente la verità e cioè che
hanno un ottimo responso alimentare, soprattutto i giovani. Prosegue dicendo che gli
adulti occasionalmente possono affrontare dei digiuni che possono andare da 1 a 4 mesi
che sono del tutto normali e conclude in un altro pezzo dicendo questo : “all in all, ball
pythons are very EASY snakes to feed”.
I pitoni reali sono degli animali molto facili da alimentare.
Trovate qualche cosa di strano e incredibile rispetto a quello che avete sentito e
sperimentato fino ad oggi ? Certo, perché purtroppo la prima leggenda che circola è
proprio quella sulla difficoltà nel cibarlo e i lunghi periodi di digiuno. Verità o falsità ?
Diciamo una via di mezzo, nel senso che questa leggenda purtroppo si basa su tante
versioni ed esperienze che hanno portato tanti Python regius ad iniziare lunghi periodi di
digiuno o avere problemi nel cibo per un fattore comune dovuto all’allevamento
intensivo per scopi riproduttivi e cioè l’errata alimentazione e l’eccessivo carico di prede
che viene somministrato nei periodi di fame e soprattutto durante la crescita post
svezzamento.
Una somma di molti errori protratti in tanti soggetti per un drammatico passaparola
hanno reso purtroppo la leggenda una verità, basata però su errori comuni.
Pochi si prendono la briga di sperimentare, studiare e analizzare i comportamenti dei
propri animali cercando di capire il perché di alcuni comportamenti e il perché di alcune
leggende circolanti, pochi dedicano il tempo necessario per analizzare tutto questo
perché comporta un sacrificio non indifferente e molto tempo per poter trarre delle
conclusioni. Noi ci siamo presi l’impegno di farlo e siamo qui per offrirvi l’opportunità
di capire e provare sui vostri animali i metodi che consentono di avere un animale in
salute e con una crescita regolare e continua il che porta molti benefici.
Iniziamo a spiegare il concetto di stop alimentare che può benissimo avvenire
soprattutto in soggetti adulti in un determinato periodo dell’anno o in determinati
momenti della riproduzione che spiegheremo dopo.
In natura il Python regius vive in zone ricche di vegetazione le quali sono popolate da
molteplici prede di cui l’animale si nutre, ma in alcuni periodi dell’anno dove le piogge
scarseggiano, anche le prede scarseggiano causando una minore presenza sul territorio
che porta i predatori a cibarsi molto poco e da qui nasce quel famoso periodo di digiuno
naturale che l’animale affronta solitamente durante il nostro periodo “ invernale “.
Proprio perché abituati a questo periodo di digiuno si sono evoluti facendo scorta di
prede prima dell’arrivo di questo periodo accumulando il più possibile riserve per poter
poi affrontare lunghi periodi di digiuno, cosa che però in cattività non si verifica in
quanto siamo noi a cibarli.
Ecco che qui entra in gioco il fattore umano ovvero la nostra capacità di capire queste
cose e agire per evitare questi periodi di digiuno che sono comunque fattori stressanti
per l’animale e per noi che siamo costretti a sprecare prede in caso non dovessero
mangiare, il che non è certo una cosa bella e utile.
Conoscendo queste poche nozioni possiamo agire perfettamente sull’alimentazione in
maniera tale da permettere all’animale di crescere senza accumulare troppo e di restare
affamato il giusto dandogli un ritmo metabolico variabile in alcuni momenti per non
tenerli sempre fissi ad un certo regime.
Il primo errore da non fare è esagerare con il cibo quando l’animale è nel periodo di
“ voracità “ in quanto vi sarà capitato di notare alcuni periodi in cui mangerebbero
anche tutti i giorni o li vedete sempre in cerca di cibo.
No non è una cosa tragica non darglielo anche se hanno fame, è una cosa che aiuta loro
e voi.
Partiamo dalla nascita e arriviamo a spiegare tutto il percorso da fare con ritmi
consigliati e sperimentati con successo sulla totalità dei Python regius passati da casa
nostra( salvo qualche caso che può sempre discostarsi dal totale essendo variabili
animali ) .
La fase più importante è lo svezzamento e la crescita successiva dell’animale che sono
fasi cruciali per una buona riuscita anche futura sul responso alimentare.
Lo svezzamento non deve essere forzato ( salvo casi problematici e fatti solo da
personale esperto o dietro consiglio veterinario ) su animali sani e in salute, deve essere
spontaneo e seguendo un ritmo che non eccede subito nel somministrare troppe prede in
quanto i piccoli per ovvi motivi avranno un responso alimentare elevato. Dovendo
crescere quindi, una volta partiti a mangiare autonomamente saranno sempre affamati e
qui purtroppo entra in gioco il primo errore fatto da troppe persone che vogliono cedere
quanto prima l’animale per ragioni economiche o di altro tipo, i quali somministrando
pasti troppo ravvicinati o errati possono portare subito ad un accumulo che può portare a
digiuno per alcuni periodi non certo graditi a chi prenderà l’animale.
C’è anche il lato opposto della medaglia, ovvero somministrare pasti troppo piccoli che
non permettono la crescita regolare dell’animale che non metterà peso.
In questo caso sta all’allevatore fare le cose correttamente.
Un corretto svezzamento prevede la somministrazione di topi svezzati/adulti di circa 10,
15, 20 grammi in base al peso del piccolo appena nato, che di solito ha una media che va
dai 50 agli 80 grammi anche se possono capitare babies sotto i 50 grammi i quali
andranno svezzati con prede più piccole ovviamente e magari dopo aver chiesto
consiglio a persone più esperte per evitare problemi successivi l’errato pasto.
La tempistica di svezzamento consigliata è di proporre la preda adeguata una volta ogni
7/8 giorni, mute escluse dove vanno lasciati a digiuno per tutto il periodo.
Successivamente al primo periodo dopo lo svezzamento e fino diciamo intorno ai 500/
600 grammi circa ( se poi sono 650/700 non cambia nulla ) è consigliato somministrare
solo topi adulti intorno ai 25/28 grammi nel numero di un topo alla settimana facendo
ogni tanto saltare un pasto volutamente e ogni tanto dandone uno in più nello stesso
pasto sempre che l’animale ne accetti due in un unico pasto.
Per fare un esempio pratico possiamo tenere un ritmo di questo tipo :
– un topo ogni 7 giorni per 3 settimane, la quarta settimana si salta e poi alla quinta
settimana si riprende magari dandone due ripartendo poi la settimana successiva
con un topo ogni 7.
Questo ritmo poi non deve per forza essere fisso in questa maniera, questo è un semplice
consiglio guida per avere un ottimo responso, ma potete cambiarlo come siete comodi e
in base alla vostra disponibilità di prede. Di base tenete un ritmo comunque di uno alla
settimana anche se cercano altro cibo.
Siamo arrivati al mezzo chilo circa, cosa facciamo ?
Tendenzialmente continuiamo con un topo la settimana, ma nel caso mangiasse di gusto
anche un secondo topo possiamo dare un paio di pasti con due prede alternati a due pasti
con una preda sola sempre saltando ogni tanto un pasto o anche due volendo, tranquilli
non muoiono di certo di fame e anzi gli può solo giovare al consumo di eventuale grasso
accumulato.
Consigliamo sempre la somministrazione di topi e non di ratti in quanto questi ultimi
possono causare un eccessivo accumulo rispetto al topo che può portare in tempi brevi
ad uno stop, cosa testata su più animali in fase di crescita. Quindi dimenticatevi i ratti
per ora, ma se proprio per problemi di reperibilità di prede o di qualsiasi altro motivo
che non sia la fretta di crescerli dovete dare il ratto, state su ratti piccoli di peso non
superiore ai 60 grammi possibilmente, allungando magari i tempi a uno ogni 12 o 15
giorni ( sempre per animali che hanno superato il mezzo chilo ).
Questo ritmo è consigliato fino al chilo circa di peso dell’animale indipendentemente
dall’età.
Siamo finalmente arrivati al chilo, cosa facciamo ?
Ci sono alcune considerazioni da fare sulla scelta da seguire.
Se si sta parlando di una femmina che dovrà poi andare a riprodursi quando sarà il
momento allora si potrà incominciare a somministrare ratti del peso di 100 120 grammi
massimo con cadenza ogni 15 giorni facendo saltare ogni tanto un pasto come spiegato
prima ma restando sempre su una preda a pasto, non eccedete salvo casi in cui avete più
animali e qualcuno rifiuta, piuttosto che buttare la preda se qualcuno accetta il secondo
potete darlo allungando poi il tempo del pasto successivo e in questo caso però fatelo
per animali che superano abbondantemente il chilo e mezzo.
La somministrazione dei ratti non è certo un obbligo, possono crescere tranquillamente
con i topi tutta la vita e in salute perfetta e qui riporto una citazione sempre presa dal
libro citato sopra :
“Ball python can live long and happy lives eating only mice, small mice when they
are youg and large mice when they are adult.”
Tradotto significa che possono vivere molto a lungo e felici anche solo alimentati con
topi, piccoli quando sono giovani e adulti quando sono cresciuti.
Non sempre un animale abituato al topo poi decide di cibarsi di un ratto, alcuni possono
rifiutare la nuova preda, altri invece non guardano neanche cosa gli date e mangerebbero
anche le pinze.
Nel caso rifiutino non disperatevi, potete sempre andare avanti con topi oppure fargli
fare un periodo di digiuno controllato e sempre chiedendo un parere a persone esperte
fino a che non accetteranno il ratto.
Ripetiamo, che non è un obbligo, ma consigliato.
Per animali in futura riproduzione, qualche ratto aiuta ad accumulare scorte necessarie
anche se non sono obbligatori, abbiamo avuto qualche femmina alimentata solo a topi
che si è riprodotta con successo superando i 2 chilogrammi senza nessun tipo di
problema.
Per quanto riguarda invece i maschi, che siano da riprodurre o meno è consigliabile
somministrare solo topi e magari una tantum un ratto di piccole dimensioni se proprio
volete e se l’animale accetta entrambe le prede senza aver poi problemi con il cambio di
preda.
Il ritmo per animali adulti sopra il chilo di peso quindi possiamo riassumerlo in :
– un ratto di 100/120 grammi ogni 15 giorni con un salto di pasto ogni tanto
– uno o più topi ( non esagerate con troppi topi comunque a pasto ) ogni 7 giorni
con un eventuale salto di pasto che male non fa.
– Un mix tra topo e ratto dando per alcuni pasti topi e somministrando un ratto
sempre del peso massimo di 120 grammi una tantum con pausa una tantum.
Questa è una linea guida consigliata ma di certo non obbligatoria, ognuno poi è libero di
scegliere come e cosa somministrare ma se volete evitare periodi di digiuno e problemi
nel cibarli vi consigliamo di seguire indicativamente queste istruzioni soprattutto se
siete alle prime armi.
Per quanto riguarda la modalità di somministrazione della preda dovete attenervi
scrupolosamente alle leggi in vigore nel vostro comune/regione per non incorrere in
violazioni.
Con questo sistema difficilmente andrete incontro a stop o problemi alimentari, anche se
non sono esclusi essendo comunque animali e con una varianza nei comportamenti oltre
che una natura comunque propensa ad effettuare alcuni periodi di digiuno che
avvengono anche in animali alimentati con questo regime nell’età adulta.
Personalmente ho qualche animale adulto che qualche mese invernale di pausa lo fa
sentendo magari anche altri animali in riproduzione o per semplice stop autonomo.
Nulla di preoccupante o allarmante, se vi capita state tranquilli che quando avrà bisogno
di cibo ( tendenzialmente con l’inizio della primavera ) ve lo farà capire e ricomincerà a
mangiare.
LA MUTA (Ecdisi)
•Ecdisi: il processo del cambio della pelle esterna morta nei rettili.
•Disecdisi: perdita anormale della pelle esterna morta nei rettili.
Il processo mediante il quale il nostro Pitone reale “perde la pelle” è chiamato
ecdisi. Questo processo può durare da 9 a 14 giorni a seconda del rettile.
In tutti i serpenti, l’intera epidermide viene cambiata, compresi gli “occhiali”.
La scissione epidermica si verifica dopo l’infiltrazione di linfa ed enzimi tra la vecchia e
la nuova pelle.
Gli esemplari più giovani avranno cambi più frequenti rispetto agli animali più anziani.
La disecdisi si verifica comunemente quando le condizioni ambientali non sono ideali,
ad es. Temperatura, umidità e igiene non ottimali, stress, ecc.
Molti proprietari, la prima volta possono farsi prendere dal panico ai segni della prima
muta del loro serpente perché non sanno cosa sta succedendo al loro animale.
INIZIO DELLA MUTA, primo/quarto giorno: possiamo notare che i colori del nostro
serpente non sono più brillanti, ma iniziano ad essere spenti e la pancia può essere
leggermente rosa (non per tutti è uguale la muta, sia in termini di “tempo” che segnali
visivi del processo, ad esempio, alcuni esemplari possono non manifestare questo “rosa”
e altri invece essere rosa intensi).
Potremo notare un cambiamento comportamentale nel nostro pitone durante tutto il
processo della muta, ovvero tenderà a rifugiarsi in tana senza mai uscire fino al
completamento della muta.
SECONDA FASE DELLA MUTA, quarto/ottavo giorno: il nostro serpente sarà
completamente opaco o “blu”. Gli occhi diventeranno grigi / bluastri, questa condizione
è causata dall’accumulo di liquido tra il nuovo e vecchio strato di pelle.
In questa fase, la manipolazione o l’alimentazione del nostro Pitone non è consigliata, in
quanto in questa fase è ipovedente e quindi può attaccare in modo difensivo sia te che la
preda; e può anche subire stress a causa di un’attività eccessiva. Immagina di essere
sballottato e di avere animali che corrono vicino a te, ma non puoi vedere. Potrebbe
essere una situazione stressante per qualsiasi creatura.
Quando osserviamo delle “rughe” di pelle intorno al collo, può essere il risultato della
disidratazione, quindi assicurati di fornire acqua pulita e umidità adeguata.
PENULTIMA FASE DELLA MUTA, ottavo/decimo giorno: sembrerà che il nostro
Pitone reale sia tornato “normale”; lo vedremo schiarito, anche se sarà un pochino
spento di colori, l’opacità degli occhi si schiarisce e il pitone palla si prepara finalmente
a perdere la sua vecchia pelle!
In questa fase, potrebbe essere difficile riconoscere che il serpente è in muta se non lo
sai.
ULTIMA FASE DELLA MUTA, decimo/dodicesimo giorno: la ‘desquamazione’ della
pelle è
generalmente un processo molto rapido, in questo passaggio, il pitone si
strofinerà il naso contro le pareti del terrario o vasca (o qualsiasi cosa che c’è nel
terrario: tana, ciotola, ecc) per iniziare a “staccare” la pelle, da prima sul muso per poi
“sfilarsela” come un calzino.
DISECDISI POSSIBILI CAUSE:
disidratazione, infezione della pelle, ferite della pelle, ustioni, cicatrici,
ectoparassitismo, dieta povera o squilibrata, allevamento non ottimale, temperature
ambientali non ottimali, stress, problemi metabolici.
Nel caso avesse completato male il ciclo di muta si può procedere con il metodo
HUMIDITY BOX per aiutarlo a terminare completamente il ciclo levando gli ultimi
residui rimasti.
HUMIDITY BOX
Innanzitutto assicurarsi che effettivamente la muta sia finita e ci siano residui di muta.
• procurarsi un contenitore di plastica con dei buchi per l’areazione, con coperchio che
riesca a entrare nella teca/vasca, da posizionare per metà in zona calda;
• aggiungere acqua per circa 1,5 cm a circa 28-30 C°;
• aggiungere carta da cucina e far si che si inzuppi completamente;
• aggiungere il serpente;
• aggiungere della carta da cucina asciutta;
• chiudere con un coperchio;
• mettere il contenitore nella teca;
• aspettare due ore;
Al termine di tutta questa procedura estrarre il serpente e controllare che tutti i residui si
siano levati e in caso di piccoli pezzi rimasti, procedere delicatamente a rimuoverli.
In caso ci siano dei residui che non si tolgono nemmeno in questo modo evitare
manovre invasive o pericolose e rivolgersi ad un esperto chiedendo consiglio.
Controllare sempre le zone più importanti : occhi, muso, punta della coda e zona della
cloaca con speroni ( i due uncini presenti di fianco alla cloaca ) .
Qui di seguito una foto di un Pitone reale nella fase opaca della muta.


BUROCRAZIA E LEGISLAZIONE
Il Python regius è inserito nella Convezione C.I.T.E.S. (Convenzione sul commercio
internazionale delle specie minacciate di estinzione, o CITES, dall’inglese Convention
on International Trade of Endangered Species ) in appendice II allegato B.
Questo significa che OGNI, SOTTOLINEO OGNI Pitone reale che possedete, che
acquistate o che vi regalano DEVE essere accompagnato da un documento che ne
comprova la legale acquisizione con i dovuti dati della persona ( o ditta ) che vi ha
rilasciato l’animale con i relativi estremi della nascita, che sia di importazione o che sia
nato in cattività.
Ogni animale che vi viene offerto senza documento è un animale illegale che comporta
gravi rischi di essere perseguiti legalmente con gravi conseguenze e quindi dovete
PRETENDERE il documento nel momento in cui acquisite l’animale ( MAI DOPO la
sua acquisizione ma nel momento stesso in cui lo portate a casa ) e se avete dubbi o
volete verificare la veridicità della provenienza, prima della sua acquisizione o
successivamente alla sua acquisizione vi fate rilasciare gli estremi che potrete verificare
telefonando o scrivendo al nucleo Cites Carabinieri Forestali della vostra zona.
La legge non ammette ignoranza pertanto mettetevi sempre nella posizione di essere in
regola per evitare sanzioni molto pesanti.
Il documento di cessione ai fini C.I.T.E.S. cos’è e come deve essere fatto ?
E’ un foglio redatto in duplice copia in cui sono obbligatoriamente presenti i seguenti
dati :
– Dati personali di chi vi cede l’animale ( che sia un privato o una ditta )
– Dati personali di chi acquisisce l’animale ( cioè voi )
– Luogo e data di acquisizione
– Dati relativi all’animale in questione che riguardano la specie e il suo inserimento
nella C.I.T.E.S. , la quantità di animali acquisita , gli estremi della provenienza
( un numero di importazione se proveniente da fuori UE o estremi di una
denuncia di nascita o dichiarazione di nascita se nato in UE ).
– Firma su entrambi i fogli di chi cede e chi acquisisce.

In caso di acquisto presso regolare ditta con partita I.V.A. Il documento sarà la fattura
con tutti gli estremi compresi di prezzo o scontrino allegato.
Eventuali dati opzionali ( sempre meglio averli ma non obbligatori ai fini di legge ) sono
il tipo di morph ( mutazione genetica ), il sesso e la foto dell’animale.
Questo documento va conservato per eventuali controlli per dimostrare la lecita
acquisizione dello stesso e in caso di cessione va conservato e non ceduto.
Per effettuare la cessione si compilerà un nuovo documento con gli estremi del nuovo
proprietario, i vostri e quelli dell’animale e come detto sopra si farà in duplice copia con
firma.
Una volta ceduto si allegherà al vecchio documento conservandolo accuratamente.
Per qualsiasi dubbio non affidatevi a social o altre fonti che possono portare mille
versioni differenti ( a meno di trovare la fonte opportuna e corretta ) e prendete sempre
contatto con i Carabinieri Forestali i quali vi daranno tutte le istruzioni per essere a
norma e per fare le cose secondo legge.
Sul sito Carabinieri.it troverete i vari nuclei Cites italiani al seguente link :
http://www.carabinieri.it/arma/oggi/organizzazione/organizzazione-per-la-tutelaforestale-ambientale-e-agroalimentare/cites/contatti-cites


LA RIPRODUZIONE
Per quanto riguarda la riproduzione abbiamo deciso di non parlarne in quanto non è una
cosa essenziale per la sua stabulazione e il suo mantenimento. E’ un di più che se si
vuole sperimentare è sicuramente una cosa molto bella, ma non una cosa da
sottovalutare per molti fattori, in primis la burocrazia che ci sta dietro che può portare a
sanzioni molto pesanti se non correttamente seguita e il fatto che prima di arrivare a
riprodurre gli animali che si decidono di allevare è necessario farsi le ossa imparando
prima le basi del loro mantenimento e le misure per mantenere il loro benessere.
Una riproduzione non è certo una cosa comunque da sottovalutare anche in termini di
salute dell’animale.
Ad oggi si “ gioca “ troppo spesso con queste cose dimenticando che si parla di animali
e non di giocattoli.
Pertanto la riproduzione se vorrete sperimentarla potete far riferimento al gruppo
“ Pitone reale “ che trovate sulla piattaforma social Facebook nel quale potrete chiedere
tutte le informazioni necessarie comprese quelle legislative che sono forse le più
importanti per evitare problemi partendo dal presupposto che la salute degli animali è
messa in primo piano sempre e comunque.
Sperando di aver fatto cosa gradita, ringraziamo per l’attenzione e la lettura.
Per qualsiasi approfondimento o dubbio vi rimandiamo sempre al gruppo “ Pitone reale”
sul social Facebook.
Scheda redatta da Niccolò Asso con la collaborazione di Antonello Stambé e Pamela
Scarano.
Contatti social Facebook/Instagram :
Niccolò Asso
Be Stam
Pamela Scarano
Pagina del Team : Recessive Creation
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